Sunday, 24 July 2016

Parentesi fuori dal mondo



Dimenticavo di dire che, per rendere le cose più divertenti, non solo ti fanno pagare tutto un occhio della testa, ma tutto può essere pagato sia in gourdes che in dollari. E siccome i gourdes in se stessi valgono poco e te ne serve una valigia per andare anche solo al ristorante, uno si porta di solito dietro in portafoglio un po’ di gourdes e un po’ di dollari. Quindi finisce sempre che quando si tratta di pagare, nessuno ha la cifra esatta in una stessa valuta, e allora bisogna cominciare a fare conti deliranti tipo ‘dobbiamo pagare 80 dollari, allora diviso 4 fa 20 a testa, io metto 15 dollari e 500 gourdes però devo prendere 200 gourdes di resto, tu metti 50 dollari e allora devi avere un resto di 20 dollari e 600 gourdes…’ Una follia! Io come minimo avrò perso un mese di stipendio a fare sti calcoli, come può immaginare chi è ha dovuto dividere con me almeno uno scontrino…vero Z???

Mentre scrivevo ho prestato attenzione per la prima volta a un mappamondo di legno che sta sulla mia scrivania e che fa parte dell’arredo della casa. Di suo non è un attrezzo particolarmente suggestivo, e infatti in due mesi non l’ho degnato di uno sguardo.
Non potevo immaginare che si trattasse di un oggettino così interessante, e soprattutto illuminante!
Ragazzi, adesso non potete più imbrogliarmi, col cavolo che mi fate spendere 200€ di volo per andare a Lisbona, visto che ho finalmente scoperto che il Portogallo confina con l’Italia!!! E poi dovrò riscrivere tutto il mio blog dell’anno scorso perché, ingenuamente, per un anno sono stata convinta di trovarmi in Israele, quando invece ero in Libia, perché a sud della Turchia, ora lo so, parte direttamente l’Africa!
Per non parlare di tutti quei giornalisti faziosi che per anni mi hanno fatto credere che ci fosse un cattivissimo Rasputin che dittatoreggiava da qualche parte ai confini dell’Europa civilizzata… Ma ora so che era tutta una balla propagandistica, perché la Lettonia confina con la Mongolia e tra la Lituania e la Cina ci saranno sì e no un centinaio di chilometri, e quindi quel cattivone non esiste, yeeee!!!



 










Vabbè, adesso immagino che siate curiosi di sapere com’è andato il mio weekend naturalistico… La risposta è: magnificamente!!!
Non ho parole per descrivere il posto in cui siamo state, paradiso è riduttivo, sono abbastanza sicura che anche lassù abbiano dei problemi a trovare un angolo così bello… 

Per arrivarci siamo scese per 45 minuti sotto il sole cocente lungo sentieri sconnessi e ripidi con lo zaino in spalla, a momenti muoio. E poi quando arrivi sotto, sfiancato e disidratato, esci dai banani e ti si apre davanti uno scenario da cartolina, quasi antipatico per quanto è rispondente al cliché della spiaggia tropicale, ma talmente bello che il fiato ti si spezza (e non è solo perché sei sfiancato dalla discesa) che ti lasci cadere sulla sabbia con gli occhi sgranati e il cliché te lo metti allegramente in tasca.



















 E' una piccola spiaggia, stretta tra il mare e la collina boscosa, coperta di palme, con un mare di un colore impossibile, e la cosa bella è che è quasi deserta perchè non è molto conosciuta. Ci vive una comunità di pescatori che si è organizzata, ha costruito una doccia e un paio di tettoie in paglia, e prepara ai pochi turisti pranzo cena e colazione, ti accende il fuoco la sera, tiene la spiaggia pulita e veglia che tutto sia tranquillo per quelli che campeggiano la notte.

Noi abbiamo montato la nostra tenda a 2 metri dalla riva, e dopo la giornata di mare ci siamo godute il tramonto sedute con i piedi a bagno e un rum souer in mano.
















Poi abbiamo cenato e ci siamo messe vicino al fuoco, con i bambini che prima hanno cominciato a farci la ronda attorno timidamente, e dopo mezz'ora erano letteralmente seduti sopra di noi! Ogni tanto facevamo un bagno nell'acqua nera, alla luce del falò, con un bicchiere in mano, e poi uscivamo a scaldarci di nuovo davanti al fuoco.















Io sono rimasta sdraiata a guardare il cielo e ad ascoltare musica per un pò, prima di entrare in tenda, dove ho scoperto che le ossa delle mie anche non sono compatibili con la sabbia dura...
E alle 6 del mattino mi sono svegliata, faceva troppo caldo dentro, così ho trascinato fuori il pareo e il cuscino e mi sono rimessa a dormire sotto la palma, con le onde che quasi mi raggiungevano... estasi :)
























Abbiamo passato la mattinata a oziare, e a mezzogiorno è venuta a prenderci una barchetta a motore e ce ne siamo andate, una quarantina di minuti di traversata sotto il sole, su un'acqua cristallina, turchese, meravigliosa.














E ora di nuovo a casa, tra quattro mura, senza il rumore delle onde sul bagnasciuga ma in compenso con il simpatico ronzio dell'aria condizionata...

Vabbè, le cose belle si apprezzano anche perchè non puoi averle tutti i giorni (così dicono...)
 :)
Buona notte gente!




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