Wednesday, 6 July 2016

Divagazioni colorate (ovvero, sono più neri i neri o i pellerossa?)

Nonappena sono riuscita a mettere la testa per un attimo fuori dal sacco, e a farmi finalmente due chiacchiere con un collega Haitiano, mi accorgo che anche questo paese, come prevedibile, è parecchio interessante, al di là del clamore e della visibilità che ha avuto dopo il terremoto del 2010.

Intanto, è l'isola sulla quale Cristoforo Colombo è sbarcato dopo la traversata atlantica credendo di essere in India (la famosa Hispaniola è proprio l'isola che Haiti oggi si spartisce con Santo Domingo). Ed è già un bel segno distintivo, il luogo dove TUTTO è cominciato, se pensiamo (come non farlo?) a una storia del mondo divisa in due parti dalla scoperta dell'America.

Poi, è il primo paese a essersi conquistato l'indipendenza dai colonizzatori, già alla fine del 1700; anche questo già lo sapevo (forse perchè ho letto 'L'isola sotto il mare' della Allende in tempi non sospetti), ma la cosa adesso mi dice molto sull'atteggiamento generale degli Haitiani nei confronti dei 'bianchi'.

Ma quello che trovo più interessante (anche se non è una prerogativa di Haiti, naturalmente) è la mia/nostra percezione totalmente distorta del rapporto colonizzatore-colonizzato che si ha a tutt'oggi.
Qui i colonizzatori sono stati gli spagnoli, gli inglesi, ma soprattutto i francesi, che dopo aver portato migliaia di schiavi dall'africa e averli vessati per decenni facendoli sgobbare nelle piantagioni, si sono ritrovati su un'isola in mezzo a un'esplosione di violenza e ribellione che li ha decimati e ha appunto portato all'indipendenza dell'isola.
I rapporti commerciali non sono chiaramente finiti così, e il 'controllo' francese sull'economia, la cultura, la struttura sociale di Haiti è ancora molto forte, e ancora contrastati sono, a volte, i rapporti tra locali e occidentali, visti sia come presenze estranee che interferiscono che come una fonte inesauribile di soldi e aiuti. 

Per inciso, pare che sotto la superficie siano ancora vive tra la gente locale delle discriminazioni legate alle origini di ognuno: non tanto da quale paese o da quale tribu africana discenda questo o quello (impossibile da determinare), quanto piuttosto se si tratti di un nero puro, discendente di schiavi, oppure di un sangue misto, discendente dai meticci nati 200 anni fa da padri bianchi/padroni e madri nere/schiave e che spesso avevano una condizione privilegiata che li metteva al di sopra degli schiavi, che quindi a loro volta non li vedevano, allora come adesso, di buon occhio.

Ma in tutto questo riflettere sul dramma di un popolo completamente sradicato, che l'Africa non l'ha mai vista ma ne parla con occhi sognanti come di una patria scelta per affinità di origini, colore della pelle, tradizioni, riti, musica ecc., uno finisce per dimenticare un piccolo dettaglio: ma gli amerindi, che fine hanno fatto???
Perchè, ovviamente, Haiti NON è davvero un paese nero, prima dei conquistadores spagnoli, dei francesi e degli schiavi africani, qui c'erano altri popoli, di cui non è rimasta la minima traccia!
Tanto è viva nell'immaginario la lotta tra bianchi e neri, e tanto è fiero il senso di appartenenza degli haitiani neri alla loro isola indipendente, tanto invece sono dimenticati quelli che erano Haitiani davvero e non per deportazione, quegli indigeni che sono stati completamente spazzati via e di cui non resta praticamente nulla in tutta la zona caraibica, tranne, pare, una piccola riserva in Dominique.
Non che sia una sorte poco comune alle civiltà precolombiane in america, latina e non, ma qui mi sembra un tema particolarmente dimenticato, visto che il ruolo di 'colonizzati' è stato completamente trasferito sulla popolazione nera.

Della serie: c'è sempre qualcuno che sta peggio....

[A proposito di colonizzazione, non centra niente ma vi consiglio un libro che ho appena letto, di Wu Ming 1, 'Point Lenana'.
E' un libro a sorpresa, per come è scritto e per quello che contiene: ti promette una storia ben precisa che però da subito si sfilaccia in tutta una serie di spirali, di andirivieni temporali, riacchiappando la storia per la coda, guardandola dalla fine anzichè dall'inizio, e intanto ti ha portato in giro per tutta una serie di luoghi e momenti storici imprevedibilmente legati alla vicenda per vie traverse e misteriose. E tra questi avvitamenti spericolati, che includono la storia di Trieste, la storia dell'alpinismo, lo sviluppo del fascismo in Europa e la seconda Guerra mondiale, c'è tutta una parte in cui viene portato a galla il marciume del colonialismo Italiano in Libia, Eritrea e Somalia, di cui si parla così poco, di cui io non sapevo quasi nulla, ma che tutti faremmo bene a ricordare, qualche volta].





















(Per esempio, chi di voi sapeva che i Rastafariani, ovvero i Rasta, quelli che oggi fumano le canne, vanno in giro con la bandiera Giamaicana e hanno i dreadlocks in testa, sono nati, come movimento mistico/spirituale fondato sull'idea di libertà dei popoli africani colonizzati, quando Ras Tafari è stato incoronato Imperatore d'Etiopia con il nome di Hailé Selassié, poco prima che questa venisse invasa dall'Italia fascista, e che quindi sono stati tra i più convinti oppositori del colonialismo italico?..... Che chicca eh? Grazie Wu Ming 1!) 




Tornando a noi, come dicevo questo è un paese che non ha fatto per niente pace con i colonizzatori, anche se in apparenza la vita in comune scorre tranquilla. E come se non bastasse, il casino che è successo dopo il terremoto non ha fatto altro che inasprire questo sentimento di ostilità, soprattutto diretto alle ONG e agli operatori umanitari. E non a torto. 
Qui è universalmente noto che, dopo il sisma, ad Haiti si sono riversati una quantità spropositata di soldi e un numero improbabile di organizzazioni, perchè non potevi non essere ad Haiti in quel momento se facevi cooperazione, dovevi esserci per forza, anche solo sotto una tenda, sennò eri tagliato fuori dai giochi e non eri nessuno (Eh si, ci sono paesi 'sexy' per i donatori internazionali, dove i fondi piovono e non sai cosa farne, e altri paesi che, pur stando nella melma fino al collo, non sono pù appealing e vanno nel dimenticatoio finchè non scoppia qualche altro genocidio...come la Repubblica Centrafricana...come Gaza finchè non scoppia un'altra guerra...come la Siria...eccetera...).

Dicevo, all'epoca ad Haiti le ONG facevano a botte per accaparrarsi più beneficiari, per inervenire in questo o quel settore, freneticamente, senza coordinamento, senza criterio, accavallandosi le une alle altre, facendo casino con le istituzioni locali, che nella mischia hanno potuto inguattare non si sa quanti soldi destinati ai terremotati.
Gli operatori umanitari hanno fatto una figura totalmente di melma, facendo al mattino cose che disfacevano alla sera per poi ricominciare daccapo, oppure pestandosi i piedi una con l'altra, smantellando e rifacendo (con i nostri soldi) cose che altre organizzazioni avevano già fatto prima, e via dicendo.
E questo gli haitiani lo hanno vissuto sulla loro pelle, dopo essersi sorbiti il terremoto, e se la sono legata al dito (pensa te che permalosi!).

Quello che non mi pare giusto è che a pagare le conseguenze delle malefatte del settore debba essere io, che qui nemmeno c'ero!!!

Si, perchè, nel mio già delirante contesto lavorativo non mi sto facendo mancare proprio niente.
Dobbiamo rendere accessibili alcuni edifici di una scuola che saranno usati come rifugio in caso di emergenza, e tra le cose da riadattare ci sono delle latrine, attualmente in uso e funzionanti. E non stiamo riuscendo a iniziare i lavori perchè le imprese che hanno partecipato alla gara si sono rifiutate di presentare la loro offerta in quanto NON SONO D'ACCORDO [!] con il fatto che, anzichè rifare del tutto le latrine, le vogliamo solo rendere accessibili ai disabili.
E la loro spiegazione è stata che gli haitiani hanno il diritto di avere dei bagni moderni, che noi siamo un'org internazionale e non dovremmo fare i lavori a metà, ecc ecc...
.........
Ora......a parte il fatto che si tratta del tipo più diffuso di latrine esistente nei paesi in via di sviluppo, che non le abbiamo costruite noi, che noi non ci occupiamo di sanitation ma di cercare di migliorare un pò la vita delle persone disabili, e che non abbiamo abbastanza soldi per fare un lavoro del genere..... Ma quando mai si è sentito che un'impresa rinuncia a un guadagno perchè non è d'accordo con il progetto da realizzare??? E non è d'accordo mica per ragioni tecniche o amministrative, ma IDEOLOGICHE!!!
Roba da matti, non ci potevo credere...


Almeno, in tutto questo, abbiamo avuto una bella giornata di team building al mare, con tutto lo staff, che è stata davvero molto carina... e questa volta non mi sono dovuta sorbire per 6 ore in pullman quella lagna araba dell'anno scorso! :) Invece qui si sente solo questa roba, la kompa, che è bella trash comunque, ma se ti risparmi i video è almeno orecchiabile!









E poi ci siamo anche fatti una giornata in montagna, a bivaccare sui prati in mezzo al verde e al fresco e all'aria pulita, lontano dal casino, dal rumore e dallo smog di Port au Prince... che bellezza!













 














Alla prossima!!!





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